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venerdì, 28 marzo 2008
 

Io sono qui



martedì, 26 febbraio 2008
 

Oscar. America(na) oggi

coenAl di là delle assurde dietrologie di chi vede il premio ai fratelli Coen come il modo per ricompensare i due autori per i riconoscimenti non ricevuti in passato, è evidente come quest’anno – una volta tanto – con la statuetta di miglior film a No country for old men gli Oscar hanno veramente premiato il film migliore, un’opera di qualità rara e assoluto spessore, che conforta chi aveva visto nelle ultime opache prove dei due fratelli l’inizio di una fase discendente e che forse rappresenta invece (sarà il futuro a dirlo) il preludio a un nuovo capitolo del loro percorso, più cupo e meditato, in una parola più classico.
Rallegrandoci di ciò, è al contempo doversoso evitare che questo risultato porti a ridimensionare quello che è stato il grande sconfitto nella serata dell’Academy, quel Paul Thomas Anderson che con il suo There will be blood ha avuto l’unico difetto di presentarsi con le carte migliori in quello che, col senno di poi, non poteva essere altro che l’anno dei Coen. Eppure quello di Anderson è un film di cui si parlerà ancora a lungo, che ha il gustoso sapore del grande cinema del passato e una qualità registica che saprà certamente dare ancora ottimi risultati.

Piuttosto è sorprendente notare le eccezionali affinità e i rimandi che a livello profondo i due film intrattengono. I grandi temi fondanti come l’avidità, il potere, il denaro, l’etica (personale e sociale) attualizzati alla luce dello sguardo di oggi, messi in scena in quel torrido sud-ovest che sembra divenuto, in tutti i sensi, il topos di ogni racconto sull’America. Indice di come il cinema americano sappia intrattenere un dialogo sempre vivo e costante con la propria società. E testimonianza inequivocabile della vocazione politica che esso sembra non poter fare a meno di coltivare.



venerdì, 22 febbraio 2008
 

Il petroliere. Puro cinema

there-will-be-bloodIl petroliere è un film che trasuda cinema da ogni poro. Fin dalla prima scena, in cui attraverso il suo protagonista si immerge significativamente in quella terra che è stata sfondo e anima di quelle storie che hanno in qualche modo fondato il cinema americano (se non il cinema tout court), P.T. Anderson, pur senza mai indulgere nel citazionismo, racconta una storia che sembra grondare dalle immagini, a differenza di ciò che normalmente accade.
A differenza dei suoi film precedenti, il regista abbandona la coralità per concentrarsi su un solo personaggio, sostenuto in questo progetto dalla magnifica interpretazione di Daniel Day Lewis. Da parte sua quest’ultimo riprende in qualche modo i toni del Bill the butcher di Gangs of New York, di cui il cercatore di petrolio Daniel Plainview possiede certo la durezza, ma uno spessore addirittura maggiore.

Il paragone con Scorsese non sembra per altro casuale, giacché Anderson sembra esser qui riuscito nella sfida da cui il regista italo-americano, nella sua fase più recente – quella appunto di Gangs of New York e di The Aviator – era uscito sconfitto, "soffocato" dalla magniloquenza produttiva: realizzare una sorta di grande racconto fondativo sull'America, che fosse allo stesso tempo un omaggio al suo cinema. E’ in questa prospettiva che Il petroliere rivela la sua grandezza, laddove riflette con costante tensione narrativa sulle anime che compongono lo spirito della nazione, quella capitalistica e quella cristiana in primo luogo, sulle loro contraddizioni e sugli insanabili conflitti che le dilaniano.



giovedì, 31 gennaio 2008
 

Su Moccia e i lucchetti dell'immaginazione

ponte milvio_oCome scrive l’acuto Rafeli in questo interessante post, una delle questioni fondamentali legate al fenomeno Moccia è – al di là di tutte le riflessioni che si potrebbero fare sulla qualità di questo tipo di prodotti – che i libri in questione, diversamente da quanto dovrebbe normalmente accadere con la letteratura, non sollecitano l’immaginazione dei propri lettori, in quanto la puntuale uscita del film che fa seguito a quella del libro fornisce al (giovane) lettoreuna sorta di “immaginazione preconfezionata”, che gli impedisce di pensare i personaggi della carta stampata con fattezze diverse da quelle degli attori che si troveranno di fronte una volta che il romanzo verrà trasposto al cinema.
Aggiungo io. La questione non è troppo differente da quella che si realizza nel caso di sequel di libri già trasposti con successo al cinema. Un esempio per tutti è Harry Potter: chi, leggendo l’ultimo romanzo della serie, sarebbe in grado di figurarsi il protagonista con un volto diverso da quello del suo alter-ego cinematografico?
Ma, ammesso che ci sia qualche differenza dall’esempio appena citato, il caso Moccia è se possibile ancor più grave, poichè, anche se questa trasposizione libro-film non si realizzasse, sarebbe probabilmente arduo per i suoi lettori immaginare i personaggi della carta stampata con fattezze diverse da quelle dei vari Bova, Scamarcio e compagnia bella.

Non ho certo le prove per verificare questa mia idea, ma ho l’impressione che la televisione, con la sua capillare e magmatica pervasività, abbia plasmato l’immaginario degli adolescenti (specie se di sesso femminile, come in questo caso) a tal punto da togliere loro la libertà di crearsi immagini personali delle cose astratte. La civiltà delle immagini è forse in realtà una civiltà dell’(unica) immagine?

Foto di noantri



martedì, 22 gennaio 2008
 

Ho visto cose...

proprietà privataI film visti al cinema nel 2007, con le immancabili stelline mereghettiane (da 1 a 4). Nei link i post di commento al film:

Cuori ***
L'aria salata **1/2
Requiem ***
Le luci della sera ***1/2
Bobby ***
Dopo il matrimonio ***
Pasolini prossimo nostro ***
L'arte del sogno **1/2
Vero come la finzione **1/2
Hannibal Lecter - Alle origini del male *1/2
Water *1/2
Diario di uno scandalo **1/2
INLAND EMPIRE ****
Il grande capo **1/2
Lettere da Iwo Jima ***1/2
Borat **
Guida per riconoscere i tuoi santi ***
Centochiodi ***
300 **
The Illusionist **
Frank Gehry: creatore di sogni ***
Red road **1/2
Mio fratello è figlio unico **
The Good Shepherd - L'ombra del potere **1/2
Zodiac ***
Death of a president *
La commedia del potere **
Azur e Asmar ***
Come l'ombra **1/2
Hot fuzz **
Il matrimonio di Tuya ***
Follia *1/2
Grindhouse - A prova di morte ***
Proprietà privata ***1/2
Rosso come il cielo *1/2
Una scomoda verità **
Spider-man 3 **1/2

Transformers **
U.S.A. contro John Lennon ***
I testimoni **1/2
Sicko **1/2
Il dolce e l'amaro *1/2
4 mesi 3 settimane 2 giorni ***1/2
La ragazza del lago **1/2
Io non sono qui ***1/2
Piano, solo **1/2
Il buio nell'anima **
La duchessa di Langeais **1/2
I Simpson - Il film **
Grindhouse - Planet Terror **
Il vento fa il suo giro ***
Un'altra giovinezza **
Ratatouille ***
La giusta distanza **1/2

You, the living ***
The Bourne Ultimatum **1/2
Sleuth - Gli insospettabili **1/2
Giorni e nuvole **1/2
1408 *1/2
Lascia perdere, Johnny! **
La leggenda di Beowulf ***
Nella valle di Elah ****
2 giorni a Parigi **
Paranoid Park ****
La promessa dell'assassino ***

Leoni per agnelli **

postato da davebowman | gennaio 22, 2008 17:17 | commenti (8)
cinema, film